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LA STORIA

Il numero civico 53 di Via della Chiesa Rossa

Negli anni ’80 del secolo scorso era la sede della 'Budineria' dove “si era creato un laboratorio di progetti, organizzando di tutto: letture di poesie d'avanguardia, incontri di savate, quartetti di musica da camera, cabaret, esibizioni di breakdance, serate di musica dal vivo fatte di jam session e one man band, esibizioni inusuali e rassegne di cantautori emergenti che trovavano in quel luogo la possibilità di proporsi al pubblico”.

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Open Art Bistrò

L’idea dell’OPEN ART BISTROT si riallaccia ad alcune tradizioni importanti, come quelle dell’art-cafè, del salotto letterario, del cabaret artistique e del caffè concerto, luoghi di socializzazione dove svago e cultura trovavano un punto d’incontro, dove gli artisti potevano sperimentare nuove idee e nuovi linguaggi (avanguardie) e le chiacchiere davano vita a discussioni, confronti e scambi di idee.

Un posto dove la creatività prende vita

"Dove si respira passione in ogni cosa...
per persone che vivono la libertà dell’essenza"

Patrizia D., Milano 2025

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Dalla Budineria all'Ò-ste

Negli anni ’80 del secolo scorso (e poi così via fino a circa metà del 2015) era la sede della Budineria dove, come racconta Marco Guzzetti (che rivestiva in quel tempo il ruolo di direttore artistico del locale), “si era creato un laboratorio di progetti, organizzando di tutto: letture di poesie d'avanguardia, incontri di savate, quartetti di musica da camera, cabaret, esibizioni di breakdance, serate di musica dal vivo fatte di jam session e one man band, esibizioni inusuali e rassegne di cantautori emergenti che trovavano in quel luogo la possibilità di proporsi al pubblico”.

 

In seguito la location ha attraversato alterne vicende ma è sempre rimasta lì, e ha ritrovato vitalità con l’avvento di Andrea Philip Magnani che dal 2021 ne ha rinverdito i fasti con la costituzione dell’Ò-ste, Taverna con cucina diventata negli ultimi anni il prototipo dell’Open Art Bistrot grazie al contributo di Flavio Oreglio nella direzione artistica. È nato così un luogo d’incontro fra tradizione e innovazione, strutturato in chiave moderna per tenere aperte le porte all’estro creativo a 360 gradi, rifacendosi, riproponendo e reinterpretando le esperienze dei jazz club, dei caffè letterari, delle mostre d’arte e dei circoli culturali, riallacciandosi allo spirito ribelle e all’indole anarchica del cabaret artistique.

L’Ò-ste è stato e vuole continuare a essere un ritrovo di quartiere senza quartiere, accogliente e impegnato, un centro di militanza quotidiana resistente all’assuefazione degli standard mainstream, uno spazio di dialogo e confronto dove immaginare e soprattutto dare vita a un mondo ancora una volta controcorrente o – come direbbe De Andrè – orientato in direzione ostinata e contraria. Adesso si abbassa la serranda, sotto la pressione del business tout court. Lo spirito artistico accusa il colpo ma non si arrende. Cala il sipario sul luogo ma non il buio nell’anima, che probabilmente migrerà verso nuovi lidi alla ricerca di un luogo dove continuare a realizzare i propri sogni.

Concept - Open Art Bistrò

L’idea dell’OPEN ART BISTROT si riallaccia ad alcune tradizioni importanti, come quelle dell’art-cafè, 

del salotto letterario, del cabaret artistique e del caffè concerto, luoghi di socializzazione dove svago e cultura trovavano un punto d’incontro, dove gli artisti potevano sperimentare nuove idee e nuovi linguaggi (avanguardie) e le chiacchiere davano vita a discussioni, confronti e scambi di idee. Storicamente troviamo similitudini ad esempio con i caffè bohemien francesi della metà dell’’800 (ritrovi delle avanguardie artistiche che daranno poi vita al cabaret artistique), con il mitico "Camparino" dei primi del ‘900 in Piazza del Duomo a Milano (ritrovo di intellettuali e letterati) con l’”Intra’s Derby Club" degli anni ’60 in Viale Monterosa, covo di jazzisti e di strani individui che avevano delle “storie d raccontare”. L'attività dell’OPEN ART BISTROT si ispira a queste diverse esperienze, differenti nelle forme ma molto simili nello spirito per recuperare un'intenzione aperta verso la curiosità, la riflessione e il sorriso, in un luogo dove le parole, i gesti, le sperimentazioni e la musica regalano emozioni tutte da vivere, bevendo qualcosa in compagnia e ascoltando i racconti del focolare.

 

L’OPEN ART BISTROT, riallacciandosi alla generica formula del “circolo culturale”, permette la massima libertà di proposta, lasciando spazio alla fantasia e all’innovazione continua. Un’idea duttile che ci consente di operare un taglio netto col passato in termini estetici, restandone però legati, idealmente e culturalmente.

Ascolta registrazione

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Presentazioni Letterarie Esclusive

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Ò-ste
Jazz Night

Image by Gabriel Gurrola

Concerti Blues

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Cantastorie

Inchino di gruppo

Stand up Comedy

Galleria d'arte

Mostre d'Arte e laboratori artistici

Una splendida scoperta questa birreria, jazz club dove fanno serate di musica dal vivo Jazze e Blues) ma anche cabaret o poesie o presentazione di libri o monologhi teatrali. Insomma un ventaglio di proposte culturali e di intrattenimento che mi sono piaciute un sacco. Un grande plus è l'atmosfera friendly e il proprietario Andrea che sa mettere a proprio agio tutti. Si entra da sconosciuti e si esce da amici. C'è una buona selezione di birra e di vini e si può anche mangiare qualcosa di semplice, ma gustoso. Ci sono tornata più volte.

Elisabetta A.

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